Valorizzazione dei beniculturali della citta' di Avellino

Bombardamento di Avellino del 1943

L’ 8 settembre del 1943 il Maresciallo Badoglio annuncia l’armistizio di Cassabile con gli anglo-americani, atto con cui si sancisce la resa incondizionata del Regno d’Italia nei confronti degli Alleati. Da qui nasceranno due fatti collaterali: la Repubblica Sociale Italiana, che non voleva arrendersi agli alleati, e la Resistenza, composta da ex soldati e civili che combattevano le ultime sacche nazifasciste per favorire l’avanzata degli alleati in tutta la penisola.

In questo clima Avellino è una cittadina di circa 30mila abitanti, tutti in qualche modo segnati dalla guerra. Molti avevano perso dei familiari al fronte, la maggior parte era stata travolta dalla povertà dovuta al conflitto, come ogni guerra anche questa era costata soldi e vite.
Il 9 settembre, a sole 24 ore dall’annuncio dell’armistizio, gli Alleati iniziano lo sbarco di Salerno dove l’obiettivo è sempre lo stesso: ricacciare gli ultimi Nazisti rimasti. Dopo una breve analisi del territorio nemico, gli Alleati capiscono subito che Avellino rappresenta un obiettivo strategico. Il loro intento è interrompere gli approvvigionamenti dell’esercito nazista impegnato nello scontro di Salerno, per farlo devono colpire la Statale 18 che collega Salerno a Napoli. Di tutto il tratto della Statale il punto considerato più favorevole per colpire i Nazisti è proprio Avellino. Inizialmente gli Alleati si erano prefissati di colpire solo i ponti e di evitare i bersagli civili. Così non è stato.

La mattina del 14 settembre, alle ore 10:55, le squadriglie aeree degli Alleati erano in volo sul capoluogo irpino, subito avvistate dalla contraerei Nazista, vennero mitragliate. Inizialmente gli aerei Alleati si limitarono a mitragliare a loro volta. Ma poco dopo una pioggia di bombe inondò la città: i primi punti ad essere colpiti furono Via della Ferriera, Largo Triggio, Piazza Libertà e Piazza del Popolo, dove tra l’altro si stava svolgendo il mercato rionale. Questo solo nella giornata del 14 settembre.
Nei successivi bombardamenti del 15, del 17, del 20 e del 21, è stata colpita l’intera città.

Le vittime furono più di 3000, tutti civili che rimasero coinvolti sotto le bombe e di conseguenza morti da fuoco amico, e calcolando che all’epoca Avellino aveva circa 30 mila abitanti, parliamo del 10% della popolazione.