Valorizzazione dei beniculturali della citta' di Avellino

Descrizione:

Una pietra sepolcrale posta all’ingresso della chiesa sulla quale è impressa la data del 13 Ottobre 1590 è la testimonianza più antica presente nella chiesa.

Scolpita in caratteri gotici, la scritta inizia con il nome di Hord Toro. La chiesa, oltre a conservare preziose opere d’arte, presenta una struttura armonica e raccolta. Tra l’atrio e la bussola della chiesa, in uno spazio luminoso, è posto il coro, costruito in solido legno di noce, circondato da una serie di stalli le cui spalliere presentano intarsi d’olivo rifatti nel 1857.

La suggestività che suscita il tempio di Santa Maria delle Grazie, sia per il senso di raccolta, spiritualità, che per il decoro e preziosità artistica che riscontra, induce molti a farla prediligere come sede per il rito nuziale.

La Chiesa è costituita da due navate: nella parte sinistra vi è una tela raffigurante “La deposizione” di Silvestro Buono del ‘500, ed un Crocifisso ligneo.

Deposizione di S.Buono

Nella navata destra invece si ammirano i semplici, ma belli, altari dedicati a Sant’Antonio di Padova, San Francesco d’Assisi e al Sacro Cuore di Gesù, dove ora troneggia la nuova statua della Madonna che viene portata solennemente in processione il 2 luglio, giorno della solennità. Al di sopra della porta d’ingresso vi è il coro dei frati, con un crocifisso ligneo, del ‘500, restaurati nella seconda metà dell’800. Tra le opere che possiede la Chiesa, vi è sul soffitto che sovrasta il coro un altro antico dipinto del ‘600 raffigurante l’apparizione della Vergine a San Felice da Cantalice, molto pregiata come opera ed attribuita al famoso pittore Irpino e di scuola napoletana quale Francesco Guarini. Entrando nella Chiesa, nella parte superiore della zona centrale verso destra, può essere ammirato un antico pulpito ligneo, la splendida pavimentazione è costituita da ceramica vietrese.