
Tra la fine del secolo XVI e gli inizi del XVII, ci fu una grande gara di solidarietà a favore di questa istituzione, entrata con forza nel cuore di tutti i cittadini avellinesi. Basti pensare che la famosa “Pietà”, opera di Silvestro Buono eseguita nel 1551 e recentemente restaurata, secondo alcuni fu donata da G. Giacomo Spadafora, riconoscente nei confronti dei frati per aver bonariamente risolto la “ben nota” venenza.
Fra i membri delle più nobili famiglie di Avellino, diversi furono quelli che, dopo morti, si affidarono alle preghiere dei monaci. Una delle prime testimonianze, in tal senso, è la lapide sepolcrale, risalente al 1610, che il notaio Orazio de Toro dedicò alla propria moglie Caterina Galasso, appartenente ad una delle famiglie nobili della città. Detta epigrafe, consunta dal tempo, si trova attualmente a destra della porta di ingresso della chiesa.
Oltre alla famiglia “De Toro” anche quella dei “De Luca” fu particolarmente benevola nei confronti dei frati: difatti nel corso del XVII secolo, il capitano Curzio de Luca eresse nella chiesa una cappella dedicata a S. Antonio di Padova, in ossequio ai desideri della propria madre, la nobildonna toscana Beatrice Guazzalloti.
Agli inizi del Settecento un altro esponente di questa famiglia Caterina De Luca, che aveva sposato Giovan Vincenzo Amoretti, appartenente ad una delle famiglie più illustri di Avellino, volle essere seppellita nella chiesa di S. Maria delle Grazie. Una lapide, che tutt’oggi si conserva, ci ricorda questa nobildonna, dandoci anche interessanti ragguagli sulle origini della famiglia Amoretti.
Anche le autorità cittadine non fecero mancare il loro interessamento nei casi di bisogno; ci furono donazioni per l’esecuzione di varie ristrutturazioni. Dopo questi lavori il complesso monastico si presentava in una condizione più che dignitosa, tanto da meritare il compiacimento di Monsignor Andrea Pierbenedetti – sempre severo nei giudizi – in occasione di una visita apostolica effettuata nella nostra diocesi nel 1630.
Fonte: Prof.A.Montefusco “Monografie per la storia di Avellino”
